Navigare sicuri non è un gioco da ragazzi, Nexi contro il cyberbullismo

Prende il via da Matera la nuova edizione di “Una vita da social” la campagna educativa itinerante sui temi dei social network e del cyberbullismo. Nexi con la Polizia Postale contro i pericoli della rete

Internet ha aperto nuove possibilità per tutti noi. Si compie ogni azione molto velocemente, semplificando numerosi processi. Questo è certamente positivo, ma l’altra faccia della medaglia è rappresentata da tutti i rischi legati a un uso improprio di questo strumento. Uno di questi è il cyberbullismo. Per i giovani che sono nati nell’età della Rete, del ‘sempre connessi’ e che ogni giorno sono a contatto con i social network, la distinzione tra vita online e offline è davvero minima. Le attività che i ragazzi svolgono online si riflettono spesso anche nella loro vita reale. Nel bene e nel male.

Il Cyberbullo

L’identikit del cyberbullo racchiude al suo interno diverse caratteristiche. Secondo un’analisi della polizia postale:

  • ha un'età compresa tra i 10 e i 16 anni
  • un'immagine di bravo studente
  • una competenza informatica superiore alla media
  • incapacità a valutare la gravità delle azioni compiute online.

Quando dopo una denuncia intervengono gli agenti per fermare azioni di bullismo spesso si hanno delle reazioni di stupore, di vergogna e lacrime da parte dei cyberbulli più giovani che ovviamente non si sono resi conto della situazione. Il quadro peggiora ulteriormente con l'aumentare dell'età dei cyberbulli, con comportamenti sempre più tipici del bullismo "reale". L’aumento degli adolescenti presenti sul web ha determinato una crescita esponenziale del numero di minorenni vittime di reati contro la persona: dai 104 casi del 2016 si è passati ai 177 nel 2017 e 202 nel 2018. Le vittime hanno tutte un’età compresa tra i 14 e i 17 anni.

Il problema è che i ragazzi vivono sempre più il web quasi come se fosse “una terra di nessuno”, dove si scambiano messaggi e post senza dare troppo peso a quello che scrivono e le azioni online vengono valutate spesso come un gioco privo di conseguenze.

cyberbullismo
selfie-mania

Selfie-mania: un altro rischio per i giovani 

Tra i giovani sembra ormai essersi fatta largo la selfie-mania. Questa una delle tendenze che emergono da una ricerca condotta da Skuola.net, Università di Roma ‘Sapienza’ e Università Cattolica di Milano per conto della Polizia di Stato – intervistando 6.671 giovani tra gli 11 e i 25 anni. Il selfie è sempre più caposaldo della propria identità per le nuove generazioni. La metà del campione ne scatta almeno 4 prima di pubblicarlo sui social, cosa che avviene con frequenza almeno settimanale in 9 casi su 10.

Il risultato? La Rete è quasi intasata di immagini che li ritraggono, raccontando molto di sé, della propria identità e magari dei luoghi frequentati, con tutti i rischi del caso. Tanto è forte l’attrazione per il selfie da spingere i giovani a mettersi deliberatamente in una situazione di pericolo. Il 35% dichiara di aver provato a farsi un autoscatto in condizioni potenzialmente pericolose, ad esempio alla guida del motorino o della macchina.

"Una vita da social"

Nexi, da sempre attenta con i suoi servizi all’utilizzo sicuro dell’esperienza mobile, non poteva restare indifferente e supporterà la sesta edizione di “Una vita da social”, la campagna di iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete per i minori realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Il progetto, che nasce con l’obiettivo di contrastare tutte le forme di prevaricazione connesse a un uso distorto delle tecnologie, prevede un tour itinerante sul territorio nazionale: nelle 47 tappe previste verranno incontrati oltre 1 milione e mezzo di studenti ai quali verrà spiegato il fenomeno del cyberbullismo, in ottica di sensibilizzazione e responsabilizzazione su questo delicato argomento. Grazie a questo progetto, gli specialisti della Polizia hanno incontrato oltre 1 milione e 700 mila studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 180 mila genitori e 100 mila insegnanti, per un totale di 15.000 istituti scolastici, 250 città raggiunte sul territorio e due pagine twitter e facebook con 126.000 like e 12 milioni di utenti mensili sui temi della sicurezza online.

Nexi partecipa a questa iniziativa ponendosi l’obiettivo di essere parte attiva nel processo di digitalizzazione responsabile del Paese a fianco delle nuove generazioni e delle istituzioni. Prosegue qui il percorso di Nexi, sempre più un operatore strategico per il Paese, per promuovere la conoscenza degli strumenti di pagamento digitale (come i pagamenti via smartphone) e formare le nuove generazioni ad un loro utilizzo corretto.

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